Vitamina D: cos’è?

Vitamina D: anche se comunemente si chiama in questo modo, in realtà si tratta di un vero e proprio ormone che regola il metabolismo di calcio e fosforo, favorendone l’assorbimento intestinale.

Essa è essenziale per l’accrescimento e la calcificazione delle ossa, sia per i bambini che per gli adulti, ma ancora di più per le donne in menopausa.

È noto come questa vitamina partecipi in altre funzioni fisiologiche importanti come quelle del sistema immunitario, del sistema nervoso e di quello cardiovascolare.

Viene definita anche la vitamina del SOLE, perché viene sintetizzata nella cute attraverso l’esposizione ai raggi UVB.

È proprio con l’esposizione al sole, infatti, che il nostro organismo fa scorta di vitamina D, immagazzinandola per poi utilizzarla solo in caso di necessità.

vitamina d sole

La carenza di Vitamina D: il paradosso scandinavo.

La percentuale di persone che hanno carenza di questa importante vitamina sono aumentate a causa di vari fattori.

Il primo fattore è l’urbanizzazione e al fatto che nei contesti urbani c’è una minore possibilità di esporsi alla luce diretta del sole. Questo a causa della presenza di edifici alti, ma anche dell’inquinamento atmosferico, che agisce come scudo, impedendo quindi la sintesi endogena.

Altri fattori sono legati ad alcune tipologie di lavoro, che portano l’uomo a stare in posti chiusi e poco soleggiati e allo stile di vita dei giovani, che passano tante ore in casa.

Questo effetto epidemiologico viene definito “paradosso scandinavo”, in quanto si riscontra una percentuale di osteomalacia molto alta nei paesi del Mediterraneo rispetto ai paesi del Nord Europa, dove l’esposizione solare è intuitivamente più bassa.

I raggi solari sono realmente dannosi?

I raggi UV rappresentano la luce ultravioletta ed hanno differenti lunghezze d’onda.

Quelle più dannose sono gli UVA, perché riescono a penetrare fino allo strato più profondo della nostra pelle, danneggiando le fibre di collagene e distruggendo il DNA cellulare, mentre quelli importanti per la produzione della vitamina D sono i raggi UVB che hanno bassa capacità di penetrazione e che provocano le scottature.

Esporsi al sole in sicurezza, si può?

Ecco il dubbio che accomuna un po’ tutti: posso espormi al sole senza protezione evitando i rischi di tumori alla pelle?

La risposta è sì, anche se in realtà bisogna tener conto non solo del tempo di esposizione, che è di circa 15 minuti, ma anche di altre condizioni:

  • fare attenzione alle stagioni dell’anno, infatti sappiamo che i raggi UV raggiungono la loro massima intensità in estate;
  • l’altezza del sole;
  • l’altitudine: più siamo in alta quota più corriamo il rischio di scottarci;
  • la nuvolosità;
  • lo strato di ozono;
  • la nostra pigmentazione, per cui chi ha una quantità di melanina naturalmente più alta potrà esporsi un po’ più a lungo rispetto a chi è molto chiaro.

Come affermato in precedenza, attualmente la carenza di vitamina D è molto diffusa, sia nei giovani che negli adulti, ma sappiamo bene che i soggetti più a rischio sono le donne in menopausa, infatti la percentuale è del circa 60 – 70%.

Come prevenire e ridurre l’ipovitaminosi?

  1. Esporsi al sole quotidianamente, tenendo conto delle condizioni elencate sopra;
  2. Muoversi, al fine di aumentare e migliorare la resistenza e la densità ossea;
  3. Seguire una corretta alimentazione. Sappiamo che l’apporto di vitamina D attraverso i cibi è molto bassa, ma non per questo meno importante;
  4. Integrazione della vitamina D, nel caso di un’importante carenza.

Ecco come piccole attenzioni quotidiane possono cambiare in meglio la nostra vita e soprattutto la nostra salute.

Semplice no? Come fare una passeggiata al sole!

Articolo a cura di

Doriana Ruggiero Redazione Fit Lab

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