psicologia

Di frequente nella nostra vita ci ritroviamo a vivere momenti di empasse e di crisi, in cui siamo accompagnati dalla sensazione di non avere energie e motivazioni per andare avanti. Le certezze che fino ad ora ci avevano “sostenuto e guidato” e avevano legittimato il nostro “vivere e agire” all’improvviso crollano.

Lo spazio psicologico rappresenta il luogo fisico e mentale in cui poter dare una lettura differente a queste sensazioni cercando di guardarle da un’altra prospettiva.

La crisi è l’opportunità che abbiamo finalmente di poter modificare e migliorare il rapporto con sé e con ciò che ci circonda.

“Crisi” deriva dal verbo greco krino che significa separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Riflettendo sull’etimologia della parola, possiamo dunque coglierne una sfumatura positiva, cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento. La crisi può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo.

Il concetto alla base della terapia sistemico–relazionale considera l’identità individuale come il frutto delle relazioni significative che la persona ha costruito nel corso della sua vita. L’individuo non è valutato come “isolato”, ma in relazione inscindibile con il contesto in cui vive. Qualsiasi problematica emergente sarà letta come esito di esperienze relazionali.

In questa chiave di lettura, l’obiettivo della terapia sarà centrato sulla possibilità di trovare nuove modalità di relazione con i diversi sistemi di appartenenza, fornendo così una chiave di lettura completa.

Il lavoro psicoterapeutico non è dunque prettamente rivolto al trattamento del sintomo presentato, ma alle situazioni relazionali che lo hanno generato. È rivolto a famiglie, coppie e singoli individui.

Strumento terapeutico è l’introduzione di punti di vista diversi da quelli utilizzati dall’individuo o dalla famiglia (molto spesso le persone tendono ad adottare sempre gli stessi schemi di interazione, nonostante abbiano portato ad insuccessi). L’obiettivo è rompere i pattern rigidi e ripetitivi cui i sintomi sono connessi, trovando nuove modalità di relazione con i diversi sistemi di appartenenza.

Questo è in sintesi ciò che proponiamo: un percorso terapeutico che conduce la persona a divenire consapevole delle proprie modalità relazionali e dei comportamentali disfunzionali che mantengono in vita il disagio e la sofferenza.