Tante volte sentiamo o ci vengono rivolte dire frasi come: “stai dritto quando mangi”, “stai su con questa schiena quando studi!”. Ma cosa intendiamo quando diciamo “stai dritto”? Dritto rispetto a cosa?
Se dovessimo basarci su una postura, forma o un modello ideale, credo che nessuno di noi sia realmente “DRITTO”, e aggiungerei per fortuna!

Sì, perché siamo tutti diversi! Ciascuno di noi, anche senza saperlo, può avere uno shift, una rotazione, una scoliosi e ciò non è affatto una situazione inusuale!

La connessione tra dolore e postura

Un’altra situazione molto diffusa è quella legata al dolore: tante persone collegano automaticamente il mal di schiena alla postura. Dunque, la domanda che tutti si fanno è:

“migliorando la postura scomparirà il mio dolore?”

Numerosi studi hanno riportato che spesso persone con dolore non presentavano alcun tipo di patologia specifica; mentre soggetti senza alcun tipo di dolore, sottoposti ad indagini specifiche come risonanze o Tac, presentavano scoliosi, shift, protrusioni, lesioni meniscali.

Da qui possiamo affermare, per vari motivi, che non c’è una connessione specifica e obbligata tra dolore e postura. Per prima cosa, il dolore è esperienza sensoriale ed emozionale associata ad un danno tissutale, attuale o potenziale (per comprendere meglio cos’è il dolore ti consiglio di leggere l’articolo di Riccardo Filippi), per cui una postura scorretta non risulta necessariamente dolorosa. Un’altra motivazione per il quale non abbiamo nessuna necessaria relazione di causalità tra dolore e postura è che, come già detto, tutti siamo DIVERSI, nessuno ha una struttura unica. Quindi una postura che risulti disfunzionale per una persona, potrebbe essere ottimale per un’altra; dunque, causare dolore a qualcuno e nessun problema ad un altro. 

Ma allora, quel video su internet non funzionerà?

Purtroppo mi capita spesso di imbattermi in pubblicità o video divulgativi che promettono di modificare la postura o affermano di poter fare scomparire il dolore in poche mosse! Ma si fa veramente il bene della persona o si fa solo del marketing?

postura dolore spalle

Molte persone si affidano a queste soluzioni apparentemente miracolose per mancanza di tempo, perché slogan come “IN 30 SECONDI NON AVRAI PIU’ DOLORI” sono catchy e fanno presa sulla genuina speranza di poter eliminare per sempre quel dolore.

So che ci sarà qualcuno che leggendo starà pensando: “io ho provato quegli esercizi e veramente il dolore è scomparso!” pensando che questo nostro sia soltanto un tentativo di sminuire il lavoro altrui.

Beh, non è questo il caso e vi spiegherò perché: posso credere realmente che ci siano stati dei reali benefici, perché inevitabilmente qualsiasi tipo di esercizio di allungamento o mobilità è benefico. In più la costanza e la consapevolezza di voler far “sparire” quel dolore e un pizzico di effetto placebo, hanno fatto sì che quel dolore sparisse. Dunque confermiamo il punto che il dolore non è soltanto un danno fisico, ma anche emozionale. Inoltre è facile e comodo abbandonarsi alla gratificazione momentanea di soli 30 secondi di esercizio, senza grossi sforzi connessi da fare!

È proprio questo il problema! Come si può pensare di eliminare un dolore, derivante da un atteggiamento che manteniamo praticamente SEMPRE, con 30 secondi di esercizi statici?

Postura e consapevolezza

Non siamo fatti per stare fermi ,né per controllare costantemente una postura “allineata”. Il nostro controllo volontario verrà abbandonato non appena si presenterà una distrazione. Ciò non significa che sia sbagliato o impossibile camminare con la consapevolezza di attivare l’addome e/o auto-allungare la colonna, anzi, questo può essere un ottimo inizio. La cosa più importante, però, è essere funzionali!

Come? Con la pratica del movimento consapevole e a 360°. Non esercizi come quelli che troviamo spesso sui social, che ti consigliano di allenare solo il pettorale per la tua cifosi dorsale, ma esercizi che ti educhino a muoverti in maniera funzionale e con meno dispendio energetico possibile.

Come lavoriamo in Fitlab?

Partiamo col dire subito che non ci piace creare false speranze e promettere risultati miracolosi in tot tempo. Il nostro obiettivo non è solo modificare o migliorare la postura, ma accompagnare i nostri clienti nella consapevolezza del movimento. Dar loro, in definitiva, la possibilità di poter portare tutto quello che imparano qui da noi nella loro vita quotidiana.

Praticamente cosa vuol dire? La primissima cosa che proviamo a insegnare è quella di acquisire consapevolezza del proprio corpo, affidarci a lui, fidarci di questa macchina che ci tiene su, nonostante spesso non ce ne prendiamo molta cura, e che riesce in tutti i modi a “combattere” le nostre cattive abitudini.

Fare questo è lavorare sulle proprie capacità, liberandosi da pensieri negativi e da limiti di movimento che ci siamo creati per adattamento, pur di non sentire quel dolore; imparare a gestirlo in maniera consapevole partendo dall’educazione alla respirazione.

Ma il vero core, il nucleo centrale e più importante della nostra attività è quello di DIVENTARE FUNIZONALI.

Diventarlo significa essere funzionali soprattutto nei movimenti di vita quotidiana, perché sono quelli che ci creano più problemi sotto l’aspetto posturale e che ci provocano anche più dolori. Avere libertà e consapevolezza nei movimenti, non lavorare solo su muscoli specifici, ma creare un’unica connessione, trasmettendo la forza che parte dall’alluce e arriva all’ultimo muscolo della mano attraverso il nostro corpo.

“Il Movimento è vita. La vita è un processo. Migliora la qualità del processo e migliorerai la qualità della vita stessa!” Moshe Feldenkrais

Articolo a cura di

Doriana Ruggiero, redazione Fit lab

Ricerca fonti a cura di Nicola Vandini

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