A tutti gli sportivi può capitare di trascorrere un periodo in cui la performance cala o diminuisce a causa di “cattivi” adattamenti ai programmi di allenamento. Questa condizione è definita come OVERTRAINING. 

overtraining cosa è e perchè

L’allenamento come fattore stressante

Facciamo un passo indietro: quando si sottopone un soggetto all’allenamento bisogna essere consapevoli del fatto che quello è un momento di STRESS per il nostro organismo. 

L’allenamento dunque è un agente stressante. Poiché si parla spesso di stress in termini negativi, viene spontaneo porsi una domanda: qual è l’obiettivo dell’introduzione di un fattore di stress?

L’obiettivo è quello di stimolare il nostro organismo a reagire positivamente, per attivare una serie di risposte che migliorino la nostra condizione psico-fisica.

Modulare l’allenamento

Credi sia facile? Basta ragionarci un attimo e capire che le variabili da tener presente sono veramente tante. Somministrare un allenamento significa manipolare una serie di fattori come: metodi, mezzi, intensità, frequenza, durata e specificità. 

La programmazione degli allenamenti non segue un andamento lineare, ma bisogna appunto provare a modulare i fattori descritti precedentemente per arrivare a migliorare il nostro stato di salute. 

Cosa succede in caso di allenamenti non modulati?

Dall’immagine è intuitivo capire che, se la somministrazione degli allenamenti non è adeguata al soggetto, la performance avrà un andamento decrescente. Perché?

Perché oltre all’allenamento c’è un periodo altrettanto importante, il RECUPERO. Lo stress accumulato nella singola seduta (micro ciclo) o nel lungo periodo (macro ciclo), deve essere smaltito dai sistemi regolatori del nostro corpo (GAS). 

Cosa si intende per G.A.S.?

Con l’acronimo G.A.S. (General Adaptation Syndrome) si identificano 3 livelli di reazione allo stress: 

1) L’allarme: il corpo riconosce lo stress e reagisce; 
2) La resistenza: il corpo è capace di adattarsi e gestire lo stress; 
3) L’esaurimento: il corpo non riesce a reagire e contrastare lo stress cronico. 

Come faccio a riconoscere i segni dell’overtraining?

Molti studi hanno provato ad identificare quali fossero i segni evidenti dell’overtraining, indicandoli come di seguito: 

  • Diminuzione della performance; 
  • Diminuzione della motivazione; 
  • Depressione; 
  • Irritabilità; 
  • Insonnia; 
  • Cambiamenti corporei (Body mass index); 
  • Anomalie cardiovascolari; 
  • Alterazioni ormonali. 

Però il mio coach mi invoglia sempre ad aumentare il volume e l’intensità del lavoro, allora sbaglia?

Nient’affatto, l’allenamento prevede una fase di lavoro in cui c’è la necessità di accumulare stress per ottenere un adattamento. 

Se il recupero sarà adeguato, l’adattamento apporterà dei benefeci (over-reaching), nel caso in cui non lo fosse i successivi adattamenti non saranno funzionali all’organismo, che ne risentirà (over-training). 

In che modo possiamo prevenire l’overtraining?

Bene, in Fit Lab siamo molto attenti al monitoraggio del tuo stato di salute. 

Gli elementi che osserviamo, nell’ inidividuazione di un caso di overtraining, sono: 

– Heart Rate: la frequenza cardiaca è il primo indice da tenere in considerazione. Essa si modifica e adatta in base al tipo di attività che stiamo svolgendo, consentendoci di capire come reagisce il cuore; 

Variabilità della frequenza cardiaca: l’analisi della variabilità della frequenza cardiaca permette di comprendere, in pochi minuti, lo stato di attività del Sistema Nervoso Autonomo e conoscere se vi è una iper o ipo attività per ristabilire il corretto equilibrio; 

– Analisi del nervo vago: il nervo vago svolge funzioni indispensabili per il nostro organismo e per gli organi che innerva, ma in particolar modo risulta importantissimo per i processi gastro-intestinali, per il cuore e per i polmoni. Un’analisi della sua funzione ci permette di stabilire se lo stress derivante dall’esercizio o da altro, possa determinare un’errata funzionalità dello stesso. 

“Il fare è utile, lo strafare è sempre dannoso.” (E. Rega) 

Articolo a cura di

Luigi Toscano, redazione Fit lab

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