off season

La preparazione fuori stagione

Il periodo di off season rappresenta il momento in cui si “ricaricano le pile”; è una fase transitoria tra la fine di una stagione agonistica e l’inizio della successiva.

Nel calcio, in particolare, è importante sfruttare l’off season al massimo! Non solo per rilassarsi dal punto di vista psico-fisico, ma per lavorare adeguatamente su eventuali carenze e sul miglioramento della propria condizione fisica.

Calcio e periodo off season

Il calcio presenta una metodologia di allenamento complessa rispetto ad altri sport ed è per questo motivo che è importante fare quanto detto per i motivi appena elencati.

Il periodo agonistico ha una durata di 9 mesi, durante i quali si alternano giorni di recupero, di allenamento e di gara (la partita). La programmazione degli allenamenti non sempre può mirare a soddisfare le necessità del singolo individuo, poiché bisogna rientrare nei tempi per la preparazione tattica ed atletica del gruppo.

In Fit Lab conosciamo bene queste dinamiche, occupandoci da tempo di tanti ragazzi che spesso devono concentrarsi su alcuni aspetti individuali per poter rendere al meglio durante il periodo agonistico e/o recuperare da eventuali infortuni.

Come sfruttare questa finestra temporale al meglio

Far conciliare la scuola, gli allenamenti, lo studio ed un percorso individuale di preparazione fisica non è semplice. È per questo che in Fit Lab abbiamo pensato allo Stage Giovani Calciatori. Si tratta di un periodo durante il quale abbiamo identificato 4 aspetti importanti sui quali poter lavorare:

  • PREVENZIONE INFORTUNI;
  • MIGLIORAMENTO DELLA PERFORMANCE;
  • TECNICA INDIVIDUALE E RUOLO SPECIFICA;
  • TATTICA INDIVIDUALE E DI REPARTO.
giovani calciatori 2022

Lo stage inizia con una valutazione individuale attraverso la quale cercheremo di capire le possibili carenze e ascolteremo il soggetto circa le sue sensazioni e perplessità.

La valutazione iniziale del soggetto sarà molto importante, in quanto ogni individuo cresce e si sviluppa nell’ambiente che lo circonda e creando degli adattamenti compensativi. Sono proprio questi adattamenti che definiscono il proprio schema corporeo.

Successivamente faremo una serie di test per poter verificare lo stato iniziale di preparazione fisico-atletica del soggetto. Ciò ci consentirà di stilare un protocollo di lavoro personalizzato, in modo da tenere ben presenti gli aspetti su cui lavorare durante lo stage.

Nel gioco del calcio sono presenti una serie di schemi e capacità che si differenziano a seconda del proprio schema corporeo. Questo non comporta automaticamente una buona o cattiva performance, ma può indicarci la strada attraverso la quale, col nostro lavoro, cercheremo di strutturare una nuova possibilità di movimento.

Perché abbiamo sottolineato “sue sensazioni e perplessità”?

Negli anni abbiamo lavorato con molti giovani calciatori che avevano “timore” di darci la loro opinione in merito a come si sentivano e difficoltà a comunicare quali fossero gli aspetti da chiarire per una miglior interpretazione del proprio ruolo.

Ciò avviene perché talvolta si teme il pregiudizio nell’esprimere le proprie sensazioni, o magari si pensa che sia controproducente per il ruolo che si riveste all’interno del gruppo squadra.

Non solo preparazione atletica

Questo aspetto lo cureremo grazie alla collaborazione di un allenatore Uefa C, il quale sarà lieto di fornire dei chiarimenti in merito a questi aspetti tattici, interpretativi ed emotivi. In questo modo, potremo programmare degli esercizi tecnici e tattici che possano promuovere anche una miglior consapevolezza e -quindi- gestione delle situazioni di gara.

A proposito di questo, ricordiamo sempre che il calcio è uno sport open skill, dove bisogna sapersi adattare efficacemente alle situazioni che si concretizzano, nel minor tempo possibile.

Queste abilità sono difficili da allenare individualmente, perché negli sport di squadra bisogna ragionare come gruppo. È il reparto che lavora insieme per rendersi forte e pronto nelle varie situazioni di gioco.

Lo scambio di opinioni punterà proprio a questo, cioè consapevolizzare i partecipanti circa l’importanza del gruppo e il ruolo chiave che ognuno di loro può rivestire al suo interno.

Da non sottovalutare, inoltre, sarà la fase di recupero, che riveste grossa importanza nell’ottica di un lavoro intensivo.

Off season: ma non era off?

Abbiamo presentato l’off season come il periodo in cui riposare dalle fatiche della stagione agonistica, eppure continuiamo a parlare di allenamenti e lavoro sul campo.

Saremo pazzi? Nient’affatto! È importante far comprendere ai partecipanti che la programmazione degli allenamenti in questo stage prevede fasi di recupero. Ciò non significa non sono stare a casa giocando ai videogame o fare tardi la sera perché domani non c’è scuola/allenamento.

Il RECUPERO vuol dire ascoltare le fatiche del proprio corpo e sintonizzarsi con ciò che effettivamente siamo. Partiremo da una meccanica che tutti diamo per scontata, quella del respiro (saper respirare non è così semplice); continuando poi con tecniche di esposizione al freddo, che permettono di recuperare meglio dallo stress fisico e mentale.

Dunque, nel periodo dello stage i partecipanti saranno chiamati a mettersi in gioco al massimo delle loro capacità. Si tratta di un periodo durante il quale, probabilmente, non conoscendo gli altri membri del gruppo, ciascuno tenderà ad evidenziare le proprie qualità per emergere ed imporsi.

Ciò stimolerà i ragazzi a tenere alto il livello di partecipazione attiva. Sarà questa a promuovere un elevato grado di apprendimento grazie al quale, al termine del periodo, gli obiettivi saranno conseguiti al meglio.

“Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla.” Brian Tracy

Articolo a cura di

Luigi Toscano, redazione Fit lab

Ricerca fonti a cura di Nicola Vandini

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