Pilates, Ginnastica Correttiva, Stretching, Rpg, Mézierèstutti metodi che avrete sentito nominare quando si parla di postura.

Abbiamo la fortuna oggi di avere a disposizione tanti “metodi posturali” che promettono di aiutare le persone a risolvere i problemi che riguardano il proprio corpo.

Purtroppo però la questione postura è molto complessa, e non basta affidarsi ad un metodo per poter interagire con il corpo e tutte le sue dinamiche.

Ma andiamo per gradi.

Cosa è davvero la postura?

uomo vitruviano

  • Il primo punto da tenere in considerazione è che non esiste l’uomo vitruviano, ossia non esiste la postura perfetta, bensì quella a noi più funzionale.

wrong postures

  • In secondo luogo, dobbiamo tenere conto che, come diceva Busquets, la postura è frutto dell’equilibrio tra contenente e contenuto e la continua ricerca di quest’ultimo”. È facile capire quanto l’alimentazione, influendo sui nostri visceri, possa influenzare la nostra postura!

linguaggio corpo postura

  • Infine, last but not least, la postura che abbiamo è la manifestazione visibile del tentativo di evitare il dolore e controllare l’esternazione delle nostre emozioni.

Notiamo, insomma, che non ha senso parlare di postura se estrapoliamo il concetto da una visione globale del corpo in ottica PNEI (psico-neuro-immuno-endocrinologia). Da un’ottica che sia quindi in grado di farci comprendere le ripercussioni che il nostro umore può avere sulla posizione del nostro torace, che la respirazione può avere sull’atteggiamento della colonna vertebrale oppure, più in generale, dell’influenza che l’autorealizzazione personale ed il proprio lavoro hanno sulle emozioni e dunque sulla nostra postura.

Cosa fare per migliorare la postura?

Oggi cavalcando l’onda del marketing, sono in tanti a proporre, con nomi differenti (quelli menzionati ad inizio articolo), approcci parziali al corpo delle persone. Ecco che vediamo corsi, con tanto di hashtag #Pilates, #GinnasticaCorrettiva #Mézierès, in cui praticano 10/20/30 persone contemporaneamente. Come se la mera esecuzione/imitazione di esercizi potesse cambiare qualcosa nella nostra postura!

Questo non significa che il Pilates o il Mézierès non servano. Lungi da noi denigrare persone che hanno fatto la storia nello studio e interpretazione del movimento.

Però, se vogliamo essere onesti, dobbiamo iniziare a diffondere il messaggio che ogni metodo può essere utile a due condizioni:

  1. Solo se chi lo sta proponendo riesce a prendere in carico quella persona a 360 gradi, con empatia, coraggio, presenza e gentilezza.
  2. Solo se chi decide di praticare questi metodi lo fa a mente libera e cuore aperto.

Ciò che è fondamentale è la voglia di costruire un sé migliore: a partire dalle proprie emozioni, passando per i propri visceri e terminando nella propria corporeità estetica.

Detto ciò, vi invitiamo a frequentarli questi corsi, che sia Pilates, Mézierès, semplice ginnastica… insomma, vi invitiamo al MOVIMENTO! Magari, con quella consapevolezza di scegliere con cura il vostro istruttore o istruttrice, al di là delle apparenze e alla ricerca delle competenze tecniche e emotive reali.

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