Il primo gesto che facciamo dopo una giornata di lavoro, appena varchiamo la soglia di casa, è togliere quelle scarpe tanto comode trovate in OFFERTA SPECIALE. Ma non erano così comode da far sembrare quasi di stare a piedi nudi? Forse non proprio.

Quella sensazione di benessere, quella proviamo appena togliamo le scarpe, è sì quella di liberarci da un guscio che protegge i nostri piedi, ma è anche una pratica naturale che spesso facciamo senza farci nemmeno caso. Questa pratica ha un nome specifico: GROUNDING, che tradotto significa appunto RADICAMENTO, ovvero la capacità di sentirsi ancorati al terreno.

barefoot grounding

Cos’è il Grounding?

E’ una tecnica che ci fa interagire con il suolo, radicare i nostri piedi al terreno e avere così un contatto diretto con la terra. Il suolo terrestre infatti, è una fonte naturale di elettroni e campi elettrici sottili che, a contatto con i nostri piedi, conducono una corrente di elettricità lungo il corpo generando così risposte immunitarie ed effetti antiossidanti.

Questa tecnica è stata formulata da uno psicoterapeuta, nonché uno dei padri della bioenergetica Alexander Lowen che, in seguito a sessioni di terapia effettuate su di sè e su i suoi pazienti, scoprì vere e proprie risposte antinfiammatorie.

Una tesi della bioenergetica ci dice che la mente e il corpo si possono condizionare reciprocamente, ovvero: quello che succede nella mente riflette quello che succede nel corpo e viceversa.

In questo senso la pratica del Grounding può ridurre lo stress sia fisico che mentale. Lo stress provocato dalle nostre vite frenetiche, indaffarate, sempre in movimento, infatti, produce uno stato di tensione nel nostro corpo. Anche se ciò non accade in maniera consapevole, avremo un respiro frammentato, bloccato, incompleto e tutto questo ci provocherà tensioni ed ansie.

Normalmente le tensioni scompaiono quando lo stress viene eliminato, tuttavia le tensioni croniche perdurano anche dopo la scomparsa del fattore stressante e si manifestano in atteggiamenti corporei o tensioni muscolari inconsce. Tutte queste tensioni, oltre a limitare la mobilità, disturbano anche la salute emotiva.

Quali sono i benefici del grounding?

Può sembrare una tecnica molto astratta, invece non lo è! Molti studi infatti hanno dimostrato che il Grounding:

  • Accelera la guarigione di ferite e riduce la viscosità del sangue;
  • Migliora la qualità del sonno;
  • Normalizza il ritmo del cortisolo giorno-notte;
  • Riduce lo stress;
  • Migliora l’equilibrio del Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico;
  • Aumenta la variabilità della frequenza cardiaca;

Come si pratica?

Al primo impatto potrebbe sembrare un’esperienza banale, ma gradualmente riusciremo a modificare la percezione del nostro schema corporeo.

La prima cosa da fare è:

  • Stare rilassati e mettersi a piedi nudi su qualsiasi superficie;
  • Divaricare i piedi portandoli alla stessa larghezza delle anche;
  • Flettere leggermente le ginocchia;
  • Sentire il peso del corpo sugli avampiedi, cercando di percepire il contatto con il suolo;
  • Respirare in modo armonico e profondo

Per chi non ha la fortuna di avere uno spazio verde fuori casa, non ha molto tempo da dedicare a sè per lavoro o semplicemente per i più pigri… nessun problema! Il grounding può essere praticato anche in condizioni poco “naturali”. Come?

Semplice: mettendosi scalzi su qualsiasi superfice (l’importante è che non sia isolante), aprire leggermente le gambe (se siete in smart working potete restare seduti), portare l’attenzione sul contatto dei piedi con il suolo, e cercare di mettere in pratica una respirazione consapevole. Il gioco è fatto!

Bastano veramente poche e semplici attenzioni per stare bene con se stessi e soprattutto con il proprio corpo, l’importante è VOLERLO!

“Gli individui radicati sono connessi alla terra e all’ambiente naturale, al loro corpo e alle sue sensazioni, alle persone che amano e a tutte le creature. L’individuo non radicato è un solitario, una foglia che è stata separata dall’albero, una creatura senza casa”.

A. Lowen

Articolo a cura di

Doriana Ruggiero Redazione Fit Lab

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *