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Mente e pancia, o meglio, l’asse Cervello-intestino

Sentiamo spesso parlare di asse cervello-intestino, ma cosa vuol dire?

L’opinione che il cervello e l’intestino siano collegati è profondamente radicata nella società da centinaia di anni, basti pensare ai mal di pancia improvvisi prima di un esame o di una partita importante, al buco allo stomaco che sentiamo prima di un colloquio di lavoro o ancora ai modi di dire come: “ho agito di pancia” e “sento le farfalle nello stomaco” per descrivere un nostro comportamento e le nostre emozioni.

cervello-intestino

Cosa sappiamo a riguardo? Può il nostro intestino influenzare il nostro cervello ed i nostri comportamenti?

Il filo rosso del destino, ogni cervello il proprio intestino.

Una leggenda popolare cinese diffusa in Giappone narra che ognuno di noi possiede, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso annodato alla mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella.

Mi piace vedere in questa leggenda popolare la connessione tra mente e pancia, legati fin dalla nascita dal microbiota.

Microche?

Il microbiota è composto dai trilioni di microrganismi (batteri, funghi, archeobatteri e protozoi) che vivono in simbiosi, sia fisiologicamente sia patologicamente, con il corpo umano.

Questi microrganismi colonizzano quasi tutti i distretti corporei: la pelle, le vie aeree, il tratto gastro intestinale, gli occhi ecc.; tuttavia sono presenti in maggior quantità a livello intestinale.

Negli ultimi decenni è stato definito come l’elemento essenziale per la comunicazione nell’asse cervello-intestino. Attraverso una serie di processi intricati infatti, il microbiota, regola l’attività metabolica e gli stati psicologici dell’ospite. Ecco concretamente spiegato perché ha senso parlare di un asse cervello-intestino.

microbiota intestino

È importante distinguere il microbiota dal microbioma, poiché spesso sono erroneamente usati come sinonimi. Il microbioma, precisamente, indica il patrimonio genetico posseduto dal microbiota, cioè i geni che quest’ultimo riesce ad esprimere. Possiamo dire che la differenza tra mibrobioma e microbiota è un po’ come la differenza esistente tra il patrimonio genetico umano e la popolazione umana stessa.

Piccola chicca: oggi sappiamo che a livello genetico più del 99% dei nostri geni deriva da batteri, contandone più di dieci milioni.

L’asse microbiota-intestino-cervello: la comunicazione

Il tratto gastro intestinale quindi esercita un’influenza importante sulle funzioni cerebrali e viceversa. I due distretti comunicano tra di loro mediante una molteplicità di vie, tra loro parallele, che costituiscono appunto questo famoso asse cervello-intestino. Vediamone alcune.

Sistema Nervoso Autonomo (SNA)

Ancora una volta mi trovo a presentare brevemente il mio amico SNA , che controlla le funzioni interne involontarie dell’organismo ed è composto da due branche il SNS e PNS.

Ricordi che al PNS è legato il nervo vago? Bene, possiamo immaginare il nervo vago come la spina dorsale dell’asse microbiota-intestino-cervello. Vari studi hanno dimostrato come l’integrità del vago sia cruciale nel fornire una gestione efficace della comunicazione nell’asse. Ma ad oggi non è stato possibile mappare nel dettaglio le reti neuronali che sottendono l’asse microbiota-intestino-cervello, abbiamo dunque bisogno di ulteriori indagini scientifiche.

Sistema Nervoso Enterico (SNE)

È responsabile della coordinazione delle funzioni intestinali, come la motilità e il controllo del movimento dei fluidi. Comunica con il Sistema Nervoso Centrale (SNC) inviando informazioni dal lume intestinale, e quindi dal microbiota, influenzando non solo l’intestino ma anche il SNC.

Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (HPA)

La funzione primaria dell’asse è quella di attivare la risposta combatti o fuggi del nostro SNA in seguito ad un evento stressante. È stato visto come il microbioma regoli questo asse, ma è stato evidenziato anche il contrario: alterazioni dell’asse HPA modificano il microbiota dell’ospite.

Sistema Immunitario

Le nostre viscere sono il luogo in cui troviamo la più densa concentrazione di cellule immunitarie nel corpo e sono in costante comunicazione con i trilioni di microbi che abitano il nostro intestino. Tra le pareti dei visceri e il microbiota si interpone una particolare secrezione che favorisce la comunicazione tra l’intestino e il sistema immunitario, coadiuvando la distinzione dei microrganismi commensali dai patogeni potenzialmente dannosi.

Fattori che influenzano l’asse cervello-intestino

Fattori come lo status socio-economico, la dieta, fattori congeniti e genetici, fattori ambientali, il tipo di parto con il quale si è venuti al mondo, l’esercizio fisico e lo stile di vita, influenzano il cervello ed il microbiota.

Cryan Et Al.
Cryan Et Al.

Ecco alcuni esempi:

  • Parto naturale o taglio cesareo: Il tipo di parto impatta sul microbiota del nascituro poiché è la prima opportunità di colonizzazione batterica. Il parto naturale espone il bambino al microbiota vaginale materno, mentre il parto con taglio cesareo non consente questa trasmissione, ma lo espone a batteri tipicamente presenti sulla pelle della madre e nell’ambiente circostante. Esistono molti studi, anche longitudinali, a riguardo e gli interventi per minimizzare le differenze non sono ancora del tutto chiariti. Supplementazioni con probiotici e prebiotici, una corretta dieta, l’ambiente in cui viviamo o l’utilizzo di antibiotici possono essere usati per diminuire l’impatto che la modalità di nascita ha sul miocrobiota del neonato, ma dobbiamo effettuare ulteriori ricerche per valutarne gli effetti a lungo termine.
  • Ambiente in cui viviamo: l’esposizione a metalli pesanti come il mercurio o l’arsenico, se in quantità non sopportate dal nostro organismo, provoca danni al sistema immunitario, causa stress ossidativo e insieme ad altri problemi altera la composizione del microbiota del nostro intestino. In conclusione, l’ambiente in cui viviamo impatta sulla composizione del microbiota e sulla nostra salute.
  • Esercizio fisico: l’esercizio fisico regolare è sinonimo di buona salute, sia fisica sia mentale. La giusta dose di esercizio fisico influenza positivamente la struttura cerebrale, le sue funzioni e di conseguenza il microbiota intestinale;
  • Stress: quando si è stressati la normale omeostasi dell’organismo è disturbata. Il nostro microbiota, da uno stato di equilibrio definito eubiosi, passa ad uno stato di disbiosi. Lo stress prolungato può portare ad una condizione di disbiosi persistente e favorire l’insorgenza di patologie croniche. Un esempio comune può essere la sindrome del colon irritabile (IBS).

Conclusioni

Abbiamo visto che la comunicazione tra la nostra mente e la nostra pancia esiste, è reale e si concretizza in quello che abbiamo definito come asse cervello-intestino, ma le informazioni per comprendere a pieno i meccanismi che regolano e modificano la composizione e le funzioni del microbiota umano sono ancora limitate.

C’è bisogno di ulteriore ricerca per arginare i dubbi e rispondere ai quesiti nati negli ultimi 15 anni di studi.

Ad oggi il futuro della ricerca e della medicina non dovrebbe più mirare esclusivamente alla produzione di nuovi medicinali o alla progettazione di macchinari all’avanguardia per effettuare interventi vincenti.

L’implementazione di uno stile di vita più sano per rinforzare il microbiota del nostro intestino -sia esso all’interno di percorsi di prevenzione e terapia, che in un programma di allenamento, oppure in un piano nutrizionale- andrebbe preso seriamente in considerazione ora che sappiamo quanto positivamente possa influenzare la nostra salute mentale, fisica ed emotiva.

Articolo a cura di

Riccardo Filippi – Redazione Fit Lab

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