La respirazione è la cosa più importante che facciamo senza compiere alcuno sforzo apparente.

Spesso ci sentiamo dire: “Respira, che ti fa bene!”. Quello che spesso succede, però, è che le persone non sappiano bene come respirare in maniera corretta.

Un conto è se devo prepararmi ad una competizione sportiva, un altro è se sto combattendo un attacco di panico, un altro ancora è se sto facendo prevenzione e cerco di riequilibrare il mio sistema nervoso. Le situazioni possibili sono tante, come districarsi?

Respirazione corretta: i capisaldi.

Esistono, naturalmente, alcuni punti fermi. Li potremmo definire come i capisaldi di una respirazione efficiente e funzionale, in grado cioè di equilibrare il nostro sistema nervoso, ossigenare il sangue, ricaricare l’energia le nostre cellule.

Guardiamoli insieme:

  1. Una respirazione efficiente coinvolge tutto il nostro tronco, finiamola di respirare solo di pancia o di petto.
  2. Una buona respirazione avviene tramite il naso. La bocca serve per mangiare.
  3. La respirazione non si dovrebbe né sentire, né vedere. Come mi diceva il dr. Buteyko “Il respiro respira da sé”.

Stress e CO2

Al giorno d’oggi, lo stress cronico conduce la maggior parte di noi in fenomeni di iperventilazione cronica, con conseguenze anche gravi, come ipertensione arteriosa, ansia e depressione, solo per citarne alcune.

Questo fenomeno non si verifica per mancanza di ossigeno, bensì l’opposto. Quello che realmente si osserva, è una diminuzione della pressione di anidride carbonica nel corpo, con conseguente diminuzione della tolleranza alla stessa, che è molto più di un gas di scarto!

Ecco perché imparare a respirare meno, in maniera fluida e solo dal naso può già alleviare tantissimi sintomi quotidiani, come affanno e stanchezza cronica.

Sappiamo già che lo stress cronico può provocare delle modifiche fisiologiche, chimiche e nervose all’atto respiratorio.

Il fatto è che la respirazione è solo parzialmente sotto il controllo della volontà ed i suoi automatismi servono per difenderci rispetto ai cambiamenti che si stanno verificando intorno a noi. Se dobbiamo correre improvvisamente per prendere l’autobus in corsa, la conseguente respirazione affannata servirà proprio per ristabilire l’equilibrio che avevamo pochi istanti prima.

Ma allora, se abbiamo un meccanismo così perfetto, dove sorge il problema?

L’influenza della respirazione sulla fisiologia

Come sappiamo, al nostro corpo non piace sprecare energia. Se pratichiamo costantemente stili di vita alimentari, comportamentali e psicologici che si allontanano da quella che potremmo definire “fisiologia di base”, il corpo comincia a spostare questi valori di base su altri parametri, così da non doversi continuamente riequilibrare. La conseguenza? Le malattie.

Eh già, perché questi cambiamenti, per noi impercettibili, portano con sé una serie di piccole condizioni patologiche. Queste, se accumulate si cronicizzano e manifestano nella maggior parte delle malattie croniche che conosciamo.

Ma come, la semplice respirazione è in grado di difenderci dalle malattie croniche? È proprio così!

Un esempio di respirazione consapevole

Un esempio è la respirazione in coerenza cardiaca.

Si tratta di un tipo di respirazione che permette al sistema cardiaco di connettersi alla perfezione con il sistema circolatorio e pressorio. Questo genera un’onda positiva, che arriva ad influenzare le 2 grosse branche del sistema nervoso autonomo: il sistema nervoso simpatico e parasimpatico, con l’aiuto del Nervo Vago.

Come farla?

Siediti comodo/a. Elimina tutti gli elementi di disturbo e respira cercando di mantenere un tempo di inspirazione ed espirazione perfettamente uguali.

Inizia nel modo in cui ti riesce meglio e poi, pian piano, prova ad estendere l’intervallo, fino ad arrivare a 5” di inspirazione e 5” di espirazione, praticando l’esercizio per almeno 5 minuti.

Ti consiglio di creare un ambiente confacente all’intenzione della respirazione che stai attuando, in grado di riequilibrare il sistema nervoso e donarti una sensazione di pace e rilassamento.

Ossigeno e anidride carbonica

Abbiamo già visto come il ruolo della respirazione sia fondamentale, ma può incidere ancora di più.

Influenzando la chimica dell’ossigeno e dell’anidride carbonica, siamo capaci di promuovere stati psico-fisiologici IDEALI. Prima però dobbiamo scardinare alcuni luoghi comuni.

In primis, l’anidride carbonica non è solamente un gas di scarto e l’ossigeno è un gas molto pericoloso!

Nell’aria che inspiriamo, infatti, c’è il 20,9 % di ossigeno, in quella che espiriamo il 15,3 %. Quindi tratteniamo solamente il 5% dell’ossigeno che inspiriamo, perché il nostro sangue è quasi sempre saturo di ossigeno e lo trasporta legato ad una proteina (Emoglobina) appunto perché in realtà è un gas molto pericoloso. Avete mai sentito parlare dei Ros? Sono le specie reattive dell’ossigeno che, se si vengono a creare nel nostro corpo, creano davvero tanti problemi.

L’anidride carbonica invece è presente nell’aria che inspiriamo allo 0,04 % e diventa 4,2 % nell’esalato. Questo vuol dire che nel nostro corpo viene prodotta un bel po’ di CO2. Sapete perché? Cerchiamo di spiegarlo.

Cosa accade a livello fisiologico

In qualsiasi libro di fisiologia, l’anidride carbonica viene vista come un prodotto di scarto, ma studi recenti e approfondimenti vari ci hanno fatto il rivalutare completamente il suo ruolo.

In quantità adeguate, infatti, l’anidride carbonica è necessaria per consentire lo scambio di ossigeno con i tessuti, in un fenomeno chiamato perfusione e che segue la legge Verigo-Bohr. Senza la percentuale adeguata, anche se il sangue è ben ossigenato, non sarà in grado di rilasciare l’ossigeno ai tessuti che ne hanno bisogno, generando fame d’aria e altri meccanismi patologici a carico degli organi interni.

Ciò succede in maniera particolare in seguito all’ iperventilazione, fenomeno molto diffuso cui abbiamo accennato e che provoca una massiccia perdita di anidride carbonica, proprio per le proporzioni che abbiamo visto prima. Questa situazione avvia un meccanismo a catena che coinvolge i centri nervosi della respirazione, ci quali, già dis-regolati,  provocano un aumento del ritmo respiratorio; il famoso cane che si morde la coda.

Infine, l’equilibrio tra O2/CO2 va a costituire il famoso quoziente respiratorio, molto importante per chi si appresta a voler dimagrire. Pensate che, in uno studio del 2014 si mostrava che su 10KG di grasso perso, 8,4 erano dispersi sotto forma di CO2 attraverso la respirazione e 1,6 kg in acqua.

Pensateci, la prossima volta che indossate un K-way per correre al sole.

Conclusioni

Cosa significa tutto ciò? Dunque da oggi dichiariamo che l’ossigeno è il male e l’anidride carbonica il bene? Chiaramente no, il nostro corpo non ama gli eccessi, e  neanche noi.

Quello che ci preme comunicare, è che la respirazione è un elemento chiave per la nostra salute. Comprenderne alcune variabili e dominarle, significa aumentare le nostre capacità di adattamento e guadagnare vitalità e dunque migliorare la qualità della nostra vita.

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